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domenica 2 marzo 2014

Back to Amborella




Avevo promesso che sarei tornato su Amborella trichopoda, la “pianta primordiale”. Ecco quindi una foto (presa di recente) dei fiori maschili di Amborella (purtroppo, per quelli femminili, sarà necessario aspettare ancora un po’). Quello che si vede sono gli stami, o meglio, le antere triangolari (che portano il polline) sorrette da filamenti molto corti che nella foto, di fatto, non si vedono. Le dimensioni dei fiori sono davvero millimetriche! Inoltre, gli stami sono organizzati in spirale, il che è molto interessante perché le piante a fiore cosiddette “moderne” (questo concetto della “modernità” o meno di una specie rispetto a un’altra, così come l’idea dei “fossili viventi” sarà senz’altro l’oggetto di un altro post), presentano piuttosto gli organi sistemati per verticilli, cioè per cerchi concentrici, in cui è possibile individuare i vari organi (che sono comunemente quattro, dall’esterno verso l’interno: sepali, petali, stami e carpelli, nel fiore completo). Altre piante a fiore considerate “primordiali” sono le magnolie (anch’esse con gli organi fiorali disposti a spirale).



Fiori maschili e bottone fiorale di Amborella 

Zoom del fiore sulla destra, si notano le antere triangolari organizzate a spirale

domenica 23 febbraio 2014

L’abominevole mistero di Darwin



La comparsa (e rapida radiazione) delle piante a fiore (o angiosperme) venne considerate da Darwin come un “abominable mystery”, come scrisse in una lettera indirizzata al botanico Joseph Hooker. Bene, tale “mistero” non é ancora stato totalmente risolto.  Molte (e molto diverse) teorie si sono confrontate su come i primi “fiori” siano apparsi sulla Terra. Anzi, una buona parte del dibattito si é incentrata proprio sul “che cosa sia un fiore”. Su questi argomenti bisogna senz’altro tornarci su. Ora volevo segnalare che un grande pezzo del puzzle viene completato dalla pubblicazione del genoma di una pianta, l'Amborella trichopoda, pianta che vive nel sottobosco delle foreste della Nuova Caledonia, e che è (da molti) considerata come la specie odierna più vicina a quella che doveva essere la “prima pianta a fiore”. 
L’articolo é disponibile qui: http://www.sciencemag.org/content/342/6165/1241089

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